Gillian Anderson
Gillian Anderson, è nata il 9 Agosto 1968 a
Chicago. Il padre, Edward, dirige
una compagnia di post-produzione cinematografica,
mentre la
madre, Rosemary, è una programmatrice
informatica. Nonostante fosse un'adolescente ribelle, coltivava passioni
scientifiche e sognava di fare l'archeologa o la biologa marina; poi, durante il
liceo, cominciò a nascere in lei la passione per la recitazione. Pochi anni dopo la
nascita di Gillian, la famiglia Anderson si
trasferì prima a Portorico, poi a Londra, dove la futura attrice visse per nove
anni. Nel 1980 tornarono negli Stati Uniti, stabilendosi a Grand Rapids. Gillian tornò quindi a Chicago, dove si
iscrisse alla Scuola di Teatro Goodman della De
Paul University e, in uno dei saggi finali, venne
notata da un'agenzia di attori con sede a New York: la William Morris. Le offrirono l'occasione di proporla come attrice
professionale a patto che si trasferisse nella Grande Mela e lei, che allora
aveva ventidue anni, accettò. Laggiù la sua prima occupazione fu quella di
cameriera, poi arrivò il primo colpo di fortuna: l'attrice Mary Louise Parker abbandonò la commedia Absent Friend per girare il film Grand Canyon e i produttori dovettero trovare una sostituta
a tempo di record. Gillian ottenne la parte e la sua
interpretazione vinse addirittura un Theatre World Award. Dopo il successo
ottenuto in Absent Friend, riprese a lavorare come
cameriera, partecipando a vari provini. Sembrava, però, che nessuno
volesse più offrirle una parte ma, quando meno se l'aspettava, le vennero offerti tre ingaggi nello stesso giorno: una commedia
simile ad Absent Friend, un film che venne intitolato
The Turning e un'altra intitolata The Philanthropist. Lei scelse questi ultimi due. Le riprese di
The Philanthropist la condussero sino a Los Angeles,
dove nacque una relazione con un altro attore, con cui andò a vivere sulla West Coast. Nel 1993 lesse la sceneggiatura dell' episodio
pilota di un telefilm della Fox
Broadcasting: The X-Files. In principio l'idea di
lavorare per la televisione non le piaceva per niente, ma si sentì fortemente
attratta dal personaggio di Dana Scully: voleva che quella parte fosse sua. Però
aveva appena ventiquattro anni, mentre la parte richiedeva
un'attrice sui
ventinove-trenta; i suoi agenti risolsero il problema con una
innocente bugia: dissero che Gillian aveva
ventisette anni. Potè così partecipare
all'audizione. La notizia
dell'ottenimento della parte arrivò, con sua grande
sorpresa, lo stesso giorno dell'ultimo assegno dell'indennità di disoccupazione.
Si recò quindi a Vancouver per iniziare le riprese. L'inizio fu per lei molto
difficile, principalmente per i ritmi serrati della produzione, che la costringevano a recitare fino a sedici ore al giorno; inoltre
non si aspettava di certo che la serie potesse raggiungere il successo che ha
ora e quindi, presto, sarebbe potuta tornare disoccupata. Ma presto si abituò sia fisicamente che psicologicamente a
quel tipo di vita e, inoltre, iniziò ad uscire con uno dei produttori artistici
della serie: Clyde Klotz.
Gillian e Clyde, dopo
essersi frequentati per meno di quattro mesi, si sposarono durante un viaggio
alle Hawaii. Al ritorno a Vancouver, Gillian,
scoprì di essere incinta e
cominciò a preoccuparsi: potevano verificarsi delle pressioni da parte dei
dirigenti per sostituirla. Ne parlò prima con David Duchovny e poi con Chris Carter, e
la decisione fu di continuare come se nulla fosse accaduto; Carter, da parte
sua, si sarebbe impegnato per limitare il lavoro dell'attrice. Lei continuò
comunque a lavorare fino a una settimana prima del
parto, anche se spesso era costretta ad addormentarsi sul set per la stanchezza.
Dimostrò una grande professionalità, guadagnandosi la
simpatia e la fiducia di tutta la troupe, che fece di tutto per renderle il
lavoro meno pesante. L'ultimo mese di gravidanza fu comunque gravoso anche per i registi, che dovettero dare il
meglio di loro per mascherare l'aspetto fisico di Gillian.
Partorì nel Settembre 1994 con un taglio cesareo che la
costrinse a sei giorni di ospedale. Le riprese continuarono con Duchovny: per qualche puntata Dana Scully rimase nelle mani di sequestratori anonimi. Quattro giorni dopo essere stata
dimessa, tornò al lavoro. Viste le sue condizioni fisiche non ancora perfette,
gli sceneggiatori pensarono di farle recitare la parte di Dana Scully su un letto di ospedale,
dopo essere stata maltrattata dai rapitori. Non per questo la sua parte fu più
facile: anche quando si voleva alzare dal letto non poteva, visto che
districarsi tra i vari tubi e tubicini di scena non era affatto facile; quindi
anche durante le pause tra una scena e l'altra, non poteva allontanarsi dal set
per stare con Piper, la sua
figlia appena nata. Una particolarità di questa
attrice, è il fatto che adora recitare le scene d'azione che dovrebbero
spettare alle controfigure (naturalmente questa pratica fu interrotta durante la
gravidanza). Ricorda in particolare una scena della puntata Young at Heart (che in Italia
venne intitolata Morte Apparente), in cui il serial
killer Jonh Barnett sparava
a Scully. Girò diverse volte un'inquadratura in cui si
buttava più volte a terra, come colpita da un proiettile e, ad un certo punto,
mancò di pochi centimetri una colonna di marmo alle sue spalle. Pochi mesi dopo,
ricordandosene, si rese conto che in quel periodo era già incinta. Gillian Anderson non è stata influenzata dalla fama improvvisa: è
rimasta una persona riservata e rimpiange con nostalgia gli anni in cui poteva
viaggiare senza essere riconosciuta. E' comunque molto
riconoscente per il supporto dato dai suoi fan, soprattutto per l'istituzione
del "Gillian Anderson
Testosterone Brigade". Inoltre le fa molto piacere
quando questi le spediscono lettere serie e riflessive, e non del tipo "Vorrei
vederti nuda" che, stando a quello che dice, le causerebbero il voltastomaco. Nonostante non abbia intenzione
di abbandonare la sua attuale occupazione, esprime un considerevole sollievo nel
vedere che alcuni produttori le offrono ruoli anche molto diversi da quelli di
Dana Scully, e che quindi venga ancora considerata un'attrice a tutti gli effetti e non
"monocromatica". Durante i tempi morti della serie The X-Files vorrebbe tentare di
riprendere la strada del cinema ma, per ora, preferisce usare quelle pause per
riposarsi e riflettere sui colpi di scena che, senza che se ne accorgesse, le
hanno cambiato radicalmente la vita.